La tosse nei bambini

tosse

Prima di iniziare desidero augurare un Buon 2015 a tutte.

Come primo argomento dell’anno ho scelto la tosse: uno dei disturbi più frequenti tra i bambini. Nella maggior parte dei casi si tratta di un fastidio passeggero, che si accompagna a una delle numerose infezioni delle prime vie aeree che colpiscono i bambini durante la stagione autunnale e invernale. Ma può  anche durare a lungo nel tempo, destando non poche preoccupazioni nei genitori.

Nei bambini una delle cause più frequenti è rappresentata da un’ipertrofia adenoidea che determina ristagno di muco nasale che durante la notte raggiunge le vie aeree inferiori provocando infezioni ricorrenti.

Una malattia infettiva delle vie respiratorie è da sospettare in presenza di altri sintomi quali febbre, congestione, presenza di catarro, particolari rumori all’ascoltazione del torace. In bambini con una storia di pregressa di allergia può essere invece un fenomeno allergico (asma).

Nei bambini piccoli, soprattutto quelli che frequentano i nidi o le scuole materne, particolarmente nei primi anni, la tosse catarrale, nei mesi invernali, è la risposta alle prime infezioni virali.

Se il bambino è vispo, gioca, mangia e riposa regolarmente, anche se tossisce di notte, non bisogna preoccuparsi.

Che fare, quindi, in caso di tosse nel bambino? La tosse è un sintomo che infastidisce il bambino (non lo fa dormire, a volte gli provoca il vomito) e che preoccupa i genitori, ma in realtà è un meccanismo generalmente utile per eliminare il catarro. Il catarro è utile perché lubrifica le vie respiratorie, ingloba virus, batteri, sostanze irritanti e inquinanti facilitandone l’eliminazione.

Quindi il catarro anche se può essere fastidioso, non va mai represso, ma va reso fluido per favorire l’eliminazione con i colpi di tosse. Talvolta il bambino vomita sotto il colpo di tosse e nel vomito si può vedere anche del muco. Non ci si deve allarmare, in quanto il bambino ha eliminato in questo modo il catarro che si è prodotto. A volte si può osservare che il muco viene eliminato anche con le feci.

È importante aiutare il bambino facilitando l’espulsione del catarro, per esempio rendendolo più fluido. L’acqua è il più importante mezzo per fluidificare il muco e quindi in caso di tosse è consigliabile far bere molti liquidi meglio se caldi (per esempio tisane o latte dolcificati), fare i lavaggi nasali con fisiologica e fare aerosol con acqua fisiologica. Il miele, somministrato a cucchiaini, dopo il primo anno di età, specie prima di andare a dormire, possiede un’ azione calmante.

È importante anche umidificare l’ambiente (umidità giusta è il 40-60%), senza aggiunta di sostanze balsamiche che talora sono irritanti. L’umidificazione ambientale è particolarmente utile in caso di tosse abbaiante: l’ambiente saturo di vapore assicura l’idratazione ottimale delle vie respiratorie.

È importante aerare bene gli ambienti: l’aria di casa deve essere sempre rinnovata. Eliminare l’esposizione al fumo è assolutamente una regola basilare. In caso di tosse, potrebbe essere necessario sospendere le attività sportive, in particolare all’aperto: l’aria fresca inalata rapidamente potrebbe scatenare l’accesso di tosse.

Solo se la tosse è molto disturbante (tosse notturna che impedisce il sonno del bambino), può essere usato al bisogno un sedativo della tosse non di tipo centrale, sempre su indicazione del pediatra.

Normalmente la tosse catarrale si risolve in una decina di giorni. In alcuni casi però il catarro potrebbe depositarsi nell’orecchio e nei bronchi, dando origine a un’otite o una bronchite. In questi casi è utile una visita del pediatra e dall’otorinolaringoiatra, per valutare se è necessario iniziare una terapia antibiotica.

Quando è il caso di far visitare urgentemente il bambino? È necessaria una visita urgente del pediatra in caso di tosse che si accompagna a una respirazione difficoltosa e se il bambino appare sofferente, se il bambino è piccolo e non riesce ad alimentarsi, se le labbra diventano bluastre durante l’accesso di tosse o c’è una febbre alta da qualche giorno.

Antonio Mincione

                                                                                         www.otorinomincione.it

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