Madeleine francesi

madeleine

Care mamme, se c’è un dolcetto che adoro e mi riporta a ricordi di quand’ero bambina è proprio questo: le madeleine. Sono bellissime, ghiotte e così rassicuranti!!
Certo… sono anche un po’ ostiche… poiché per riuscire nella ricetta ho dovuto faticare piu di una volta (ora capisco perché mia mamma preferiva comprarcele…..)! A quanto pare è fondamentale lo sbalzo termico che devono subire, così da ottenere la famosa gobbetta che le contraddistingue. Ma sono davvero una merenda godereccia e ai vostri bimbi piaceranno sicuramente, provateci!!

Non posso concludere senza trascrivervi il passaggio in cui, nel libro Alla ricerca del tempo perduto, Proust parla proprio di questo dolcetto sublime.

“Una sera d’inverno, appena rincasato, mia madre accorgendosi che avevo freddo, mi propose di prendere, contro la mia abitudine, un po’ di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perché, mutai parere. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati maddalene, che sembrano lo stampo della valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della maddalena. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicessitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta ? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della maddalena. Ma lo superava infinitamente, non doveva essere della stessa natura. Da dove veniva ? Che senso aveva ? Dove fermarla ? Bevo una seconda sorsata, non ci trovo più nulla della prima, una terza che mi porta ancor meno della seconda. E tempo di smettere, la virtù della bevanda sembra diminuire. E’ chiaro che la verità che cerco non è in essa, ma in me. E’ stata lei a risvegliarla, ma non la conosce, e non può far altro che ripetere indefinitivamente, con la forza sempre crescente, quella medesima testimonianza che non so interpretare e che vorrei almeno essere in grado di richiederle e ritrovare intatta, a mia disposizione ( e proprio ora ), per uno schiarimento decisivo. Depongo la tazza e mi volgo al mio spirito. Tocca a lui trovare la verità…retrocedo mentalmente all’istante in cui ho preso la prima cucchiaiata di tè. Ritrovo il medesimo stato, senza alcuna nuova chiarezza. Chiedo al mio spirito uno sforzo di più…ma mi accorgo della fatica del mio spirito che non riesce; allora lo obbligo a prendersi quella distrazione che gli rifiutavo, a pensare ad altro, a rimettersi in forze prima di un supremo tentativo. Poi, per la seconda volta, fatto il vuoto davanti a lui, gli rimetto innanzi il sapore ancora recente di quella prima sorsata e sento in me il trasalimento di qualcosa che si sposta, che vorrebbe salire, che si è disormeggiato da una grande profondità; non so cosa sia, ma sale, lentamente; avverto la resistenza e odo il rumore degli spazi percorsi…All’improvviso il ricordo è davanti a me. Il gusto era quello del pezzetto di maddalena che a Combray, la domenica mattina, quando andavo a darle il buongiorno in camera sua, zia Leonia mi offriva dopo averlo inzuppato nel suo infuso di tè o di tiglio….”

Ingredienti

3 uova
1 cucchiaino di miele
100 gr di zucchero
½ cucchiaino di lievito per dolci
120 gr di farina
110 gr di burro fuso
1 pizzico di sale

In una ciotola unire uova, zucchero e miele e mescolare bene per 5 minuti. Usate una frusta a mano. Il composto dovrà risultare schiumoso.
Setacciare la farina e il lievito per dolci nel composto di uova e zucchero e inglobare delicatamente. Versare anche il burro fuso e il pizzico di sale e mescolare bene. Coprire la ciotola con della pellicola da cucina e riporre in frigo per almeno un’ora. Riscaldare il forno a 240°C.
Con l’impasto riempire uno stampo di silicone per madeleine fino a ¾ della capacità.
Infornare e cuocere a 240°C per un minuto, quindi abbassare la temperatura a 200°C e cuocere per 4 minuti, infine portare il forno a 180°C e cuocere per i rimanenti 5 minuti.
Sfornate, lasciate raffreddare e servite. Vi assicuro che, come per magia, scompariranno nel giro di pochi minuti!
Per questa ricetta ho preso spunto dal sito www.allrecipes.it.
Buon appetito
Mary

Il bambino chiama la mamma e domanda: / "Da dove sono venuto? / Dove mi hai raccolto?" / La mamma piange e sorride, / stringe al petto il suo bambino e dice: / "Eri un desiderio dentro al cuore."

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