Prima di educare i nostri figli, educhiamoci.

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Tendiamo a dimenticare come fosse la vita prima di essere mamme e probabilmente l’errore sta esattamente in questo : nel calarci a tal punto in un ruolo, da finire con lo scordare chi eravamo prima.
Io ricordo ancora cosa significasse essere totalmente padrona del mio tempo . Ricordo le decisioni dell’ultimo minuto, le serate trascorse come se la giovinezza potesse durare per sempre. Ricordo anche come trovassi irritanti le urla dei bambini al ristorante, come mi annoiassi nell’ ascoltare dialoghi infiniti su svezzamento e vaccini, ricordo come squadrassi i genitori che permettevano ai figli di schiamazzare, salvo poi giustificarsi maldestramente con un “E che ci si può fare?! Sono bambini “.
Rammento le volte in cui alzavo gli occhi al cielo, giurando che, se mai fossi diventata mamma, non sarei stata così.
Ora che lo sono, la mia soglia di sopportazione è aumentata considerevolmente : sono decisamente abituata ai pianti, alle urla, alle musichette continue di giocattoli e carillon, che talvolta sono peggio di un calcio sugli stinchi .
Ma io ho scelto.
Proprio perché non ho dimenticato chi ero, ho deciso
di non imporre mia figlia, i suoi orari , i suoi capricci agli altri. Io la amo, ma ciò non significa che, chi ha piacere di vedere me, debba per forza desiderare di trascorrere il proprio tempo anche con lei.
Ho scelto di rispettare la tranquillità di chi, il venerdì sera, preferisce gustarsi un aperitivo, senza avere accanto una bambina urlante. Ho optato per non accettare un invito a cena, se ciò significherebbe costringere i commensali a parlare con me, mentre spingo avanti e indietro il passeggino per farla addormentare.
Mamme, a volte gli inviti sono per voi e vostro marito. Non per tre.
Educhiamoci a rispettare gli spazi di chi non ha figli o di chi , pur avendone, quando ha occasione di uscire, esige tranquillità.
Difficilmente troverete chi vi dirà che avervi aspettato mezz’ora perché “dovevate far addormentare il bambino in macchina” è maleducato , improbabilmente ci sarà chi ammetterà di non aver voglia di cenare con voi, se ciò significa parlarvi mentre rincorrete vostro figlio nella sala accanto e altrettanto raramente qualcuno vi chiederà di lasciare vostro figlio a casa.
Ma fidatevi, lo pensano quasi tutti.
Non eccedete. Non imponete vostro figlio ad ogni occasione. Soprattutto , non date per scontato che sia sempre incluso.
E ricordatevi che non siete solo mamme, che non lo siete da sempre e che chi vi vuole bene, alle volte, ha voglia di ricordarsi com’eravate.

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Scatto centinaia di foto per ricordarmi tutto e scrivo per lo stesso motivo. Un giorno forse imparerò che niente si dimentica in ogni caso. Instagram : chicca_peruzzi

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